Non è un loop
Molti, col tempo, non vanno avanti, ammesso che significhi qualcosa "andare avanti". Intendo dire che ci si fossilizza in dei loop dai quali, anno dopo anno, non se ne esce.
Ad esempio, un mio conoscente, ripete sempre la stessa solfa: l'Italia è governata da gente inutile e andrà sempre peggio. Francamente a me dell'Italia non mi frega, né della politica né della società o delle bollette o dell'inflazione, non perché sia una brutta persona ma per il fatto che penso di essermi spinto un po' più avanti (ammesso che significhi qualcosa spingersi avanti).
Ad esempio l'altro ieri sono andato al cimitero: ebbene, nella palazzina nuova dove riposa mia sorella c'erano vermi ovunque, neri, grossi e arrotolati, sulle scale di marmo, sul pavimento, sui muri, sulle lapidi. Insomma, penso ancora a quei vermi, per me questo è andare avanti, pensare a qualcosa di nuovo, ai vermi. Poi penso a Kant, al suo imperativo categorico, penso a un senzatetto che conobbi negli anni Novanta. È vero: i vermi grossi e neri, Kant e il senzatetto non sono esattamente qualcosa di nuovo, ma per me lo sono, non è un loop, ma una rielaborazione di immagini, pensieri e ricordi che mi spingono altrove: avanti o chissà dove.
Lasciare
La gente si accanisce:
È questa la merda
di un vivere gramo
Senti come il cielo
urla di carezze?
Nuvole magiche
Ed ora, fino a quando
le tue ali saranno
coperte di polvere?